Mimmo Beneventano. Breve storia di un grande uomo

Domenico Mimmo Beneventano di professione faceva il chirurgo presso l’ospedale San Gennaro di Napoli ed era anche medico di base ad Ottaviano.

In questo comune, suo paese natale, svolgeva anche l’attività di consigliere comunale, ma il suo impegno politico lo condusse presto a confrontarsi con i progetti di cementificazione speculativa e traffico illegale di rifiuti organizzati dalla Camorra.

Domenico Beneventano, infatti, si oppose apertamente alla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo, cercando di impedirne gli affari con la politica locale e le speculazioni che avrebbero interessato il Parco del Vesuvio.

All’alba del 7 novembre 1980, mentre saliva in auto per recarsi a lavoro, Domenico venne ucciso dai sicari di Cutolo.

Per Mimmo Beneventano però, non ci sarebbe mai stata giustizia. Infatti Raffaele Cutolo fu prosciolto dalle accuse di un suo coinvolgimento. Ma la sua morte provocò una mobilitazione sociale senza precedenti ad Ottaviano.

Proprio in questo comune nacque l’associazione degli studenti contro la camorra e poco dopo venne organizzata la prima marcia anti camorra.

In sua memoria è stata costituita la Fondazione Mimmo Beneventano, presieduta dalla sorella Rosalba, in un bene confiscato alla famiglia Prisco e in gestione all’Ente Parco del Vesuvio. La Fondazione è impegnata con gli istituti scolastici della regione, attraverso il progetti educativi della legalità.

Nello stesso Parco del Vesuvio ha sede anche il circolo di Legambiente intitolato a Mimmo.

Ogni anno all’interno del Parco della Memoria e dell’Impegno Civile di Ottaviano, si realizza la Festa dell’Albero in cui si dedica ciascun albero alla memoria delle vittime innocenti delle mafie.

Francesco Trotta

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Immagini tratte da Google Immagini