Buon compleanno a Peppino Impastato

Buon Compleanno a Peppino Impastato che oggi, 5 Gennaio, avrebbe compiuto 68 anni, ma che fu ucciso da Cosa Nostra nel 1978. In questo giorno, tuttavia, non vogliamo ricordare la sua morte, bensì la nascita di un uomo straordinario, ricco di ideali.

Peppino Impastato era un giovane entusiasta, come lo sono i giovani che ancora oggi si battono per l’impegno civile contro la mafia ed il riconoscimento delle minoranze; quelli che intrattengono rapporti con persone con pelle e storie diverse, dialogando con loro senza pregiudizi, che desiderano trovare uno scopo, un traguardo, per il quale valga la pena impegnarsi, ed in casi come quello di Impastato, sacrificare la propria vita.

…E allora forse più che la politica, la lotta di classe, la coscienza e tutte ‘ste fesserie bisognerebbe ricordare alla gente cos’è la bellezza. Insegnargli a riconoscerla”, diceva Peppino all’amico Salvo, perplesso, nel film “I Cento Passi”.

Peppino guardava oltre, lontano (sebbene in una rappresentazione cinematografica che comunque ha avuto il merito di ridar luce alla figura di Peppino a livello nazionale).

Un altro obiettivo o un altro “mezzo” nella sua lotta, che non può che essere anche nostra: difendere la bellezza di ciò che ci circonda dalla rassegnazione è una battaglia che dovrebbe impegnare tutti noi e questo dovrebbe avvenire in egual misura in Piemonte come in Sicilia, in Campania come in Lombardia. Bisogna salvaguardare lo splendore dei nostri luoghi, e delle nostre terre, difendendole da speculazioni edilizie derivanti da interessi di pochi.

Il desiderio di sconfiggere la piaga della rassegnazione, impone a noi tutti di non tapparsi gli occhi e le orecchie ma di aprirli anche agli altri, di non dare le spalle davanti alle devastazioni del nostro territorio; è un nostro dovere denunciare questi scempi, avere la forza di fare i nomi, di non essere schiavi della paura, ma al contrario, avere il coraggio di essere liberi.

Chissà cosa penserebbe oggi Peppino Impastato di tutti gli appalti sospetti, degli aeroporti che chiedono sempre più cemento, delle “finestrelle” chiuse, che non sono più solo quelle dei condomini dei piccoli paesini, ma che sono soprattutto quelle dei palazzoni delle grandi città, non solo al Sud, ma anche e soprattutto al Nord, dove sempre di più sono quelli che “non ne vogliono sapere”e che “preferiscono starne fuori”.

Chissà cosa penserebbe Peppino Impastato della nostra classe politica, la quale si preoccupa e lotta per un solo interesse, quello personale; cosa penserebbe del fatto che oggi più di allora, sempre più gente accetta di vivere nell’omertà sebbene ci siano molte più tutele e precauzioni che alla sua epoca.

Se noi oggi siamo qui a scrivere di mafia, delle mafie, è perché vogliamo che – semmai gente come Peppino Impastato “guardasse giù” – avesse un motivo per essere felice, vedesse che ci sono ancora tante persone e giovani come lui, che lottano per i loro ideali, che credono in un Paese ed in un mondo migliore, dove sia ancora possibile avere giustizia, di poter godere della semplicità delle cose che ci circondano e che crede all’obbligo morale di poter insegnare la bellezza alla gente, contro le mafie, attraverso un sempre più cospicuo impegno sociale.

Le opportunità per creare un mondo migliore esistono, bisogna solo aprire gli occhi per poterle riconoscere. Ricordiamo cosi Peppino Impastato, ucciso da Cosa Nostra a Partinico (Palermo), in un finto incidente, il 9 Maggio del 1978.

Chiara Sammaritani – Cosa Vostra

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