Antimafia a Tavola

Antimafia a Tavola – Progetto didattico realizzato durante l’anno scolastico 2018-19 che ha coinvolto 4 classi (due quarte e due terze) dell’Istituto Scolastico Superiore Pietro D’Abano di Abano Terme con l’obiettivo finale, oltre a quello di sensibilizzare gli studenti sul tema delle mafie, di realizzare dei piatti tipici dedicati a chi ha perso la vita per mano mafiosa (legando alla memoria l’aspetto enograstronomico), attraverso il prezioso supporto e contributo dei familiari, utilizzando prodotti da cucina sostenibili o comunque inerenti al progetto (es. prodotti nati nei beni confiscati).

Gli studenti non solo hanno svolto laboratori tematici in classe ma sono anche partiti alla volta di Palermo, accompagnati dal nostro Direttore, Francesco Trotta, per incontrare familiari di vittime innocenti di mafia e testimoni di giustizia, visitare la città e vedere i luoghi della memoria. E così i ragazzi hanno conosciuto, ad esempio, Giovanni Impastato e visitato Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato a Cinisi; visto i monumenti eretti a Capaci in memoria della strage del 23 maggio 1992; ammirato la Cattedrale di Palermo; discusso con Santi Palazzolo, il maestro pasticcere che ha denunciato Roberto Helg, e visitato il suo laboratorio di pasticceria; conosciuto Giovanni Paparcuri, sopravvissuto all’attentato in cui perse la vita il giudice Rocco Chinnici, e visitato il “bunkerino”; parlato con Graziella Accetta e Ninni Domino, i genitori del piccolo Claudio, e Massimo Sole, fratello di Giammatteo, familiari di vittime innocenti di mafia, presso la Biblioteca sociale dedicata a Nino e Ida Agostino; incontrato a Monreale Claudio Burgio, figlio di Giuseppe La Franca; hanno conosciuto e ascoltato Fiammetta Borsellino. Non solo un viaggio di istruzione ma qualcosa di più.

Tornati in Veneto, gli studenti hanno elaborato le informazioni e le storie apprese: hanno realizzato un piccolo video-reportage e, una volta ai fornelli, hanno creato “i piatti della memoria”; prendendo spunto dalle pietanze tanto amate dalle vittime innocenti di mafia – i familiari sono stati disponibili a raccontar ai ragazzi questo aspetto molto personale – hanno creato un menù che ricordasse una delle caratteristiche più “umane” delle vittime e che spezzasse il triste assioma dell’Italia “pizza-mafia-mandolino” e della mafia come brand gastronomico.

La realizzazione di tali piatti, oltre che a costituire un momento di vicinanza tra la memoria attiva e gli studenti, chiamati ad essere cittadini responsabili e non passivi, contrasta con la cultura mafiosa e il brand mafia, spesso legato all’Italia e ai prodotti (alimentari e non) commercializzati all’estero. Il progetto “Antimafia a Tavola” non è mai stato realizzato prima in Italia.

Prof.ssa di riferimento: Maria Rosaria Grimaldi