Supermercati alla spina. Fare la spesa e aiutare il pianeta

Fare la spesa aiutando il pianeta. Come? Basta acquistare prodotti senza confezioni, ma utilizzando solo contenitori riutilizzabili: sicuramente l’idea non è originale, ma senza dubbio è geniale, così come lo sono tutte le intuizioni che si sanno adattare a tempi diversi.

In questo caso, il merito di aver recuperato questo modus operandi tipico dell’epoca pre-globalizzazione va a Milena Glimbovski, imprenditrice russo-tedesca che a Berlino dal 2012 lavora insieme al suo team a un’unica missione: ridurre l’uso della plastica, un prodotto senza confezione alla volta.

Il progetto dell’imprenditrice prende forma nel 2014, quando Milena apre Original Unverpackt uno dei primi supermercati ecologici del mondo a Kreuzberg, quartiere multiculturale di Berlino di cui molti turchi hanno fatto la propria casa. 

È così che al numero 16 di Wienerstraße ha preso vita un supermercato dove fare la spesa in modo intellingente; che con gli anni è diventato una vera e propria istituzione per la capitale tedesca, da sempre molto attenta al rispetto per l’ambiente e alla ricerca di soluzioni alternative.

Original Unverpackt offre tutto ciò che è possibile trovare in qualsiasi supermercato per fare la spesa, meno ovviamente la confezione: pasta, frutta, verdura, vino, frutta secca, spezie, caramelle e la lista potrebbe allungarsi ancora.

La condizione per fare la spesa è soltanto una: portare con sé contenitori riutilizzabili oppure acquistarli direttamente nel negozio, così da poterli sfruttare nuovamente in futuro.

Un tipo di vendita, quello alla spina e senza imballaggio, che se applicato in larga scala potrebbe veramente fare la differenza per il pianeta.

Basti pensare che circa l’80% di tutti gli articoli venduti nei normali supermercati vengono prodotti per essere utilizzati una sola volta.

Si tratta di bottiglie, contenitori o confezioni in generale che poi si riversano nei mari, andando a formare quelle che negli ultimi anni sono chiamate isole di plastica. Ecco quindi che Original Unverpackt, con la spesa “intelligente”, si pone come l’alterativa responsabile per un consumo quotidiano, nel rispetto dell’ambiente e della natura.

È importante sottolineare che alla base di Original Unverpackt c’è anche lo scopo di ridurre gli sprechi alimentari: grazie ai dispenser, infatti, i clienti possono scegliere la quantità di prodotto necessaria al fabbisogno personale, senza che gli eccessi vadano a finire nella pattumiera.

Una battaglia e uno scopo non di poco conto se consideriamo che secondo “La Repubblica” solo in Italia nel 2018 sono stati gettati rifiuti alimentari (2,2 milioni di tonnellate) per un valore pari a 8,5 milioni di euro.

Ma l’idea di riavvolgere il nastro, tornare indietro nel tempo e aprire un negozio in cui non esistono confezioni proprio come quelli di una volta non è un progetto che parla solo tedesco.

Sono molti e sempre di più gli esempi italiani di imprenditori che decidono di investire nelle alternative ecologiche.

Un esempio è la catena Negozio Leggero, il primo franchising italiano della spesa alla spina.

La lista prosegue con Pesonetto, Effecorta, Borgo etico ai quali si vanno ad aggiungere anche un numero sempre maggiore di supermercati della grande distribuzione che inseriscono tra i loro scaffali dispenser.

Secondo quanto riportato da “Il Sole 24 Ore”, il rispetto per l’ambiente si sta spandendo a macchia d’olio nel Belpaese.

Nel 2018, infatti, circa il 67% degli imballaggi come lattine di alluminio, carta di giornale, acciaio di barattoli, legno, bottiglie di plastica è finito nella raccolta differenziata, permettendo così teoricamente il riciclo dei prodotti. Una percentuale, questa, che ci fa rientrare tra i paesi più virtuosi dell’Unione europea.

Ma nonostante riusciamo a differenziare molto, purtroppo ancora non riusciamo a riutilizzare gli imballaggi gettati: solo al 43,5% delle confezioni raccolte, infatti, viene data una nuova vita.

Percentuali, queste, che fanno capire ancora di più l’importanza di negozi alla spina, la cui missione non si ferma all’interno delle quattro mura del supermercato, ma si fa ideale, riesce a sensibilizzare l’opinione pubblica e dare un impatto positivo nella società.

Alessia Pacini – Cosa Vostra

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