La spinta per il glifosato non si arresta

La Commissione Europea sta correndo una corsa contro il tempo. Il 15 dicembre scadrà la licenza per l’utilizzo in Europa del glifosato, ingrediente principale del Round Up, il diserbante più venduto al mondo, commercializzato dalla Monsanto.

La Commissione da alcuni mesi sta spingendo per un rinnovo della licenza, proponendo dapprima un rinnovo di dieci anni, poi di sette; entrambe le proposte sono state bocciate dalla maggioranza degli Stati europei; l’ultima votazione, con cui si proponeva un nuovo termine di rinnovo di cinque anni,  risale allo scorso 9 Novembre, e la maggioranza qualificata richiesta non è stata raggiunta, anche grazie al no dell’Italia.

Questo braccio di ferro sul glifosato è stato anche al centro di una risoluzione non vincolante adottata dal Parlamento Europeo lo scorso Ottobre, con cui ha espresso la volontà di dismettere l’uso del pesticida entro il 2022, manifestando l’intenzione di  interromperne prima l’utilizzo domestico, e poi quello agricolo una volta trovate alternative più sostenibili contro le erbe infestanti.

Stop glifosato
Stop glifosato

Qualche mese fa erano state messe in luce dalla stampa internazionale  le grosse criticità riguardanti le potenziali conseguenze cancerogene derivanti dall’utilizzo del glifosato; a suo tempo la questione riguardava un rapporto dell’IARC (Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro)  che nel 2015 aveva etichettato il glifosato come “probabilmente cancerogeno” (1). L’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare), incaricata dalla Commissione di valutare tali dati, aveva risposto negando quanto contenuto, affermando l’insufficienza di prove scientifiche del rapporto dell’IARC e quindi ignorandone le argomentazioni.

Recentemente lo scandalo dei “Monsanto Papers” e la scoperta del clamoroso “copia-incolla” (2) delle valutazioni della stessa Monsanto ricopiate parola per parola nel rapporto EFSA, hanno messo in crisi la credibilità  delle analisi che escludevano conseguenze gravi sull’uomo causate dal glifosato.

In difesa delle proprie conclusioni l’EFSA ha risposto (3) che anche se fossero confermate le accuse non si arriverebbe in ogni caso ad una conclusione differente rispetto al glifosato, il che però configura una debole difesa quando si è di fronte ad un plateale copia-incolla; che sia stato fatto con dolo o causato da negligenza, ormai lo scetticismo sulla veridicità di queste analisi è inevitabile.

Di fronte a tali rivelazioni le domande in merito alla vera natura del glifosato sono sempre più frequenti e i dubbi rispetto le sue possibili conseguenze cancerogene pervadono gli animi  dei cittadini (4) dei rappresentanti degli Stati europei, che infatti lo scorso 9 novembre hanno respinto il sesto tentativo della Commissione per un rinnovo della licenza.

Ma non è ancora finita: a breve, specificamente il 27 novembre, ci sarà un nuovo incontro, e chi può dire come si muoverà la Commissione Europea, avendo già collezionati sei diversi rifiuti a neanche venti giorni prima della scadenza della licenza?

Elisa Boni

Elisa Boni – Cosa Vostra

Note :
(1) Per un approfondimento sulle analisi dell’EFSA e AIRC sul glifosato http://www.cosavostra.it/approfondimenti/glifosato-cancerogeno-conflitti-d-interesse/

(2) http://www.lastampa.it/2017/09/15/scienza/ambiente/inchiesta/glifosato-la-valutazione-dei-rischi-ue-copiata-dai-documenti-monsanto-SpexAUwAx6B23ei8G70xYL/pagina.html

(3)http://www.efsa.europa.eu/sites/default/files/topic/20170608_glyphosate_statement.pdf  (cit “even if the allegations were confirmed that these review papers were ghostwritten, there would be no impact on the overall EU assessment and conclusions on glyphosate”)

(4) https://stopglyphosate.org/en/ petizione per chiedere la messa al bando del glifosato in Europa

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