Invisibili veleni. Il caso della Valdastico Sud

Valdastico Sud, l’autostrada A31 che collega Vicenza a Badia Polesine, un tracciato che nasconde tonnellate di rifiuti tossici. Qui sono stati accertati scarti di fonderia contenenti metalli pesanti e sostanze chimiche in quantità elevata.

Cormac McCarthy nel suo libro “La strada” racconta di un uomo e un bambino che viaggiano verso Sud, lungo le rovine di un mondo distrutto, cercando un nuovo tepore che li riscaldi. Il racconto si dispiega attraverso le vicissitudini del loro peregrinare che sembra avere una fine invisibile.

Il paesaggio che si costruisce nell’immaginario del lettore viene dato dall’inquietudine e dalla desolazione che si sono generate in seguito a un disastro ambientale di dimensioni incalcolabili.

Siamo inseriti in un contesto ai confini della realtà, tuttavia l’estremismo che emerge in racconti come questo ci porta a riflettere sulla quotidianità nel percorrere quelle strade in cui il perpetrare crimini ambientali è diventato la norma.

Sono anni che associazioni come Medicina Democratica, Associazione esposti amianto e il comitato locale di cittadini denunciano i camion delle imprese che di nascosto depositavano sotto la strada il pericolo e l’insicurezza del vivere lì.

Il forte coinvolgimento da parte degli abitanti denota un particolare attaccamento ai luoghi, una sensibilità che fa emergere quell’affetto incondizionato che le persone hanno verso l’ambiente.

Le aree interessate sono diverse e si trovano lungo il percorso tra Vicenza e Rovigo. A far scattare il livello di preoccupazione dei cittadini è stata la morte di un cane causata dalle sostanze tossiche presenti nella pozza in cui si era abbeverato vicino al cantiere dell’autostrada.

Le associazioni denunciano 80 camion provenienti da Crotone che con sospetto si dirigevano nei cantieri della Valdastico Sud nell’estate 2009. Tra gli imputati ci sarebbero il presidente della provincia di Vicenza, Attilio Schneck, e Luigi Persegato, cognato di Giancarlo Galan.

Lo smaltimento dei rifiuti è un business che permette di incassare il doppio dei soldi: da un lato si può risparmiare sul materiale creando un impasto con sostanze illecite, dall’altro si riceve il guadagno per lo smaltimento di rifiuti tossici.

L’asfalto della Valdastico Sud (e di molti altri tracciati) è il risultato di una perfetta combinazione per rendere invisibile il visibile, nascondendo mazzette e pericolosità. Sono sempre di più le vittime dei crimini ambientali che decidono di rompere quel silenzio che permette alle imprese disoneste di appropriarsi di un territorio che non è loro.

Inquinare e nascondere materiale pericoloso significa anche impadronirsi della salute di chi abita quel luogo, è questo il messaggio che la popolazione locale vuole far emergere.

Ritornare partecipi in prima persone di questioni ambientali significa prendere coscienza dell’importanza che assumono gli elementi della natura che ci circondano.

Rivendicare il diritto alla salute della propria terra attraverso attenzione ai fatti e a gesti di cura sono nuovi atti rivoluzionari che impediscono di portarci verso quella strada descritta nel libro di McCarthy.

Sara Teston – Cosa Vostra

Immagini tratte da Google Immagini