Gli Stati Uniti e la pena di morte

Se le passioni o la necessità della guerra hanno insegnato a spargere il sangue umano, le leggi moderatrici della condotta degli uomini non dovrebbero aumentare il fiero esempio, tanto più funesto quanto la morte legale è data con istudio e con formalità. Parmi assurdo che le leggi, che sono l’espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l’omicidio, ne commettono uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall’assassinio, ordinino un pubblico assassinio.”

Cesare Beccaria, Dei delitti e delle pene, 1767

Era il 27 maggio del 2015 quando il Nebraska cancellava dal proprio ordinamento la pena di morte, sostituendola con un ergastolo che non prevedeva sconti e suscitando la sorpresa dei commentatori di tutto il mondo, primo Stato di tradizione conservatrice ad assumere tale posizione. L’8 novembre scorso gli Stati Uniti affrontavano con il fiato sospeso le procedure di elezione del nuovo Presidente.

La California e l’Oklahoma chiamavano, inoltre, i propri cittadini ad esprimersi rispetto alla modifica della loro legislazione in materia di pena capitale. Appena 18 mesi dopo averla abolita, il Nebraska proponeva la sua reintroduzione, ottenendo il consenso del 57% dei votanti.

L’introduzione della pena di morte negli Stati Uniti è strettamente legata all’influenza che l’ordinamento inglese – che nel 1700 prevedeva la sua applicazione per oltre 200 reati – ha esercitato sulla variegata legislazione delle prime colonie nordamericane.

In un momento storico particolare, in cui la riflessione sulla necessità di pene proporzionate ai reati commessi accompagnava gli ultimi anni del XVIII secolo, i neonati Stati Uniti intraprendevano una graduale rivalutazione di una così severa sanzione e una strutturazione dei suoi limiti.

Un percorso altalenante vide, nel corso dei secoli, alcuni Stati abbandonarla e poi ritornarvi, altri rafforzarla, altri attuare scelte contrastanti.

Se la valutazione della pratica negli Stati Uniti ha conosciuto significative variazioni, saldi sono i punti fermi costruiti nel corso del tempo: i crimini punibili con la morte sono stati definiti in modo sempre più preciso, i metodi più cruenti deposti in favore di pratiche considerate maggiormente dignitose, si è stabilita una procedura giudiziaria per definire colpevolezza ed eventuale sanzione che evitasse disparità.

Entusiasmo, necessità, distanza, la pena capitale negli Stati Uniti ha conosciuto reazioni variabili che hanno portato a numerosi ripensamenti circa la sua applicazione e l’abbandono della sua pratica.

Sulla scia di tali oscillazioni è possibile leggere le due proposte votate l’8 novembre in California: la 62 proponeva l’abolizione della pena di morte, sostituita dall’ergastolo senza condizionale più una riparazione economica, e la 66 prevedeva delle modifiche strutturali in grado di rendere più rapide le procedure giudiziarie che conducono all’esecuzione. La prima proposta non ha ricevuto una percentuale sufficiente di consensi, fermandosi al 46%, mentre la seconda è stata approvata con il 51% dei voti a favore.

Sono numerosi i pronunciamenti rispetto alla possibilità di considerarla una sanzione non crudele ed inusuale, come previsto dall’ottavo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti.

Ed è proprio la legittimità di tale pratica alla base del quesito proposto ai cittadini dell’Oklahoma – secondo Stato per numero di esecuzioni dopo il Texas – che, con il 67% dei consensi, hanno introdotto la pena di morte nella propria costituzione, bloccando l’applicabilità dell’emendamento.

Negli Stati in cui è applicata, i crimini puniti con la morte non sono diminuiti, né sono diminuiti i costi legati all’acquisizione dei farmaci – anche per l’influenza esercitata dall’opinione pubblica sulle case farmaceutiche che li producono -, e quelli generati da lunghi processi e ricorsi.

La diminuzione più consistente è quella delle esecuzioni, 28 nel 2015, eppure lo smantellamento del sistema della pena capitale non sembra ancora approssimarsi, in bilico tra posizioni contraddittorie. Non crudele, non inusuale, in 32 dei 50 Stati USA il prezzo da pagare può ancora essere la vita.

Carla Pinna – Cosa Vostra

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