Quando non ci sarà più acqua a Città del Capo

A Città del Capo risiedono circa quattro milioni di abitanti; è la capitale del Sudafrica, una meta turistica internazionale. È anche la prima metropoli del mondo moderno che a breve potrebbe rimanere senza acqua potabile.

Il giorno in cui i rubinetti si chiuderanno è stato ribattezzato dall’amministrazione di Città del Capo “Day Zero”, ovvero quando non ci sarà più libero accesso all’acqua. La capitale sudafricana sta pagando tre anni di una siccità senza precedenti che sta  prosciugando le riserve idriche, conseguenza dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento atmosferico che insieme influenzano le temperature estreme e piogge sempre più scarse. Il Day Zero è stato calcolato stimando il momento in cui il livello di acqua del sistema di dighe di cui si serve la capitale scenderà al 13,5% della capacità complessiva, portando alla chiusura dei rubinetti domestici.

Dal primo febbraio di quest’anno è stato fissato un limite di 50 litri per cittadino, e il giorno ci sarà effettivamente la chiusura dei rubinetti, quindi quando comincerà il regime di emergenza, saranno aperti 200 punti di raccolta dell’acqua, presidiati dalla polizia e ogni cittadino avrà diritto a 25 litri giornalieri, ad eccezione dei gruppi sociali più svantaggiati a cui potrà essere consegnata l’acqua da parte dell’amministrazione. Estremamente preoccupati da questa eventualità, molti cittadini di Città del Capo stanno attivamente cercando ogni modo per ridurre il consumo di acqua giornaliero, scambiandosi trucchi e consigli su internet, partecipando nei forum, aiutati anche dalla pagina Twitter dell’amministrazione su “Come vivere con 50 litri d’acqua al giorno”. Altri che se lo possono permettere stanno già comprando i biglietti aerei per altre nazioni, in maniera da evitare le code per l’acqua in bottiglia ai supermercati (sempre introvabile) e il razionamento fino alla prossima stagione delle piogge.

Lo sforzo della cittadinanza sta effettivamente dando i suoi frutti con un risparmio  nel consumo idrico del 60%, posticipando l’avvento del Day Zero (inizialmente previsto per aprile, poi metà maggio) al 27 Agosto, e c’è chi ipotizza che industriandosi maggiormente si potrebbe riuscire a ritardare il Day Zero all’inizio del 2019, sperando sia un tempo sufficiente perché le piogge riportino il livello dell’acqua a livelli accettabili.

Lo sforzo dei cittadini è davvero encomiabile, ma se le piogge saranno scarse come negli ultimi tre anni il Day Zero sarà davvero inevitabile. L’amministrazione della Città sta provvedendo ad investire in impianti di desalinizzazione ed elaborando un piano di gestione dell’emergenza, il quale potrebbe raggiungere scenari catastrofici dovuti alla già preesistente tensione razziale mai completamente risolta e la pesantissima diseguaglianza sociale. Questi due fattori, già molto avvertiti, potrebbero potenzialmente portare ad un aggravamento della situazione in uno scenario di razionamento di acqua e di lunghe code con migliaia di persone riunite.

Questa situazione potrebbe diventare a breve realtà per Città del Capo, ma sarebbe un fatale errore pensare che si tratti di un caso isolato. Oltre un miliardo di persone nel mondo vive senza acqua potabile in casa, e per quasi tre miliardi è scarsa per almeno un periodo dell’anno; città come San Paolo, in Brasile, ha avuto una situazione simile nel 2015 che ha molte probabilità di ripetersi e a Città del Messico l’emergenza si è già manifestata nel 2010 e tutt’ora una persona su cinque ha solo qualche ora di acqua in casa a settimana.

I cambiamenti climatici stanno modificando il mondo in cui viviamo e il modo di vivere in cui molti di noi occidentali hanno sempre dato per scontato, un mondo in cui se si apre il rubinetto ci si aspetta che l’acqua esca e ci sia sempre, e che al supermercato sia sempre disponibile. Sulla base di questa cieca fiducia e pretesa, l’acqua è stata ed è tutt’ora sprecata in grandi quantità, perché l’abbiamo sempre avuta. Una realtà che potrebbe non durare a lungo. Cerchiamo di fare in modo che gli sforzi dei cittadini di Città del Capo ci servano da esempio, elaborando un sistema più sostenibile, per non essere i prossimi in fila per l’acqua.

Elisa Boni

Elisa Boni – Cosa Vostra

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