Villa Rodella. Il più importante bene confiscato in Veneto

Villa Pasqualigo-Pasinetti-Rodellana è stata costruita nel 1500  a Cinto Euganeo (Padova). Appartenuta a diversi Signori veneti (tanti quanti i suoi nomi) è meglio conosciuta come villa Rodella. Nel 2005 è diventata proprietà di Giancarlo Galan, ex Governatore della Regione Veneto e già Ministro dell’Agricoltura e Ministro della Cultura, indagato nell’inchiesta sul Mose per corruzione.

Secondo la Magistratura, le tangenti che avrebbe accettato per la realizzazione del progetto sono state investite nella ristrutturazione del bene.

È questo il principale motivo per il quale gli avvocati di Galan hanno patteggiato e, oltre ad aver ottenuto gli arresti domiciliari per due anni e dieci mesi, è stata definita la confisca per equivalente di villa Rodella dalla quale vendita all’asta lo Stato avrebbe dovuto ricavare i 2 milioni e 600 mila euro che l’ex-governatore deve.

Questo ha quindi permesso che i conti correnti, i ricavi delle aziende del quale Galan era socio o altri beni immobili, non venissero confiscati.

Villa Rodella, dal grande valore storico-artistico, rientra a pieno diritto fra le ville venete che caratterizzano il territorio della Regione e che ogni anno attirano molti turisti. Un valore aggiunto lo conferisce indubbiamente il contesto in cui è inserito, ossia il parco Regionale dei Colli Euganei.

Nel 2015, dopo quasi un anno ai domiciliari, Giancarlo Galan lascia definitivamente la sua tanto curata quanto amata villa Rodella, che passa nelle mani del Demanio dello Stato, per trasferirsi in un appartamento sempre di sua proprietà poco distante.

Un fatto alquanto particolare, e non estraneo alle situazioni di confisca, colpì la villa nei giorni successivi all’abbandono. Assieme a mobili, elettrodomestici e beni mobili in generale, vennero rimossi da Villa Rodella anche i termosifoni, i caminetti, i piati della doccia e i sanitari. Come anticipato, questo succede spesso in questi casi, in quanto deprezza il valore dell’immobile oltre a renderlo inagibile a terzi.

Cosa ancor più clamorosa, furono le dichiarazioni dell’avvocato di Galan in difesa a tale gesto: “Si tratta solo di un equivoco su che cosa viene definito come arredamento, e quindi asportabile, e cosa non lo è, e fa invece parte stabilmente dell’edificio. In ogni caso abbiamo già scritto alla Procura e presto ci sarà un incontro con l’Agenzia del Demanio per capire cosa va restituito e per provvedere immediatamente al ripristino di Villa Rodella. Galan non sapeva che cosa poteva prendere e cosa invece doveva lasciare”.

La villa storica è stata sfregiata dall’intervento programmato di chi prima di andarsene di casa ha voluto lasciare il segno. Dinamiche ben note nel mondo della criminalità organizzata e che a quanto pare ritornano in una perpetua dimostrazione di poteri.

Un altro fattore che grava sulle sorti di villa Rodella è l’ipoteca sull’immobile come unica garanzia che venne richiesta da Veneto Banca per consentire il mutuo di 1 milione e 85 mila euro per l’acquisto iniziale. Una concessione questa che è stata e tuttora viene molto discussa. Nella primavera del 2016, il magistrato Roberta Marchiori ha contestato la precedente cancellazione dell’ipoteca. Questo implica che, una volta venduta la villa all’asta, il ricavato dovrà essere versato a saldo del debito con Veneto Banca.

A questo punto Galan si trova ancora debitore dello Stato per il valore di 2 milioni e 600 mila euro, cifra che spetterà al Pubblico Ministero decidere con che dinamiche dovrà essere risarcita.

Mentre però si discutono le sorti del ricavato di un’eventuale vendita all’asta, Villa Rodella vive oggi in uno stato di totale abbandono. Porte e finestre sono spalancate e qualcuno ha di recente rubato le grondaie in rame.

I locali interni si trovano quindi esposti agli eventi atmosferici e l’umidità che caratterizza la pianura Padana non può che arrecare danno alla struttura anche esternamente. Chiunque, persone o animali, possono quindi entrare ed uscire da villa Rodella che oggi è ben lontana dalla fastosità di quando era dimora di Giancarlo Galan.

Sorge spontanea una domanda: le associazioni del territorio possono presentare un programma di ripristino che, grazie alla sinergia fra enti (anche privati), miri alla valorizzazione e alla salvaguardia del più importante bene confiscato in Veneto?

Il sindaco di Cinto Euganeo, Lucio Trevisan, ha dichiarato: “come Comune abbiamo presentato la richiesta di attribuzione della proprietà in sede di federalismo demaniale, rispettando tutti i termini per la richiesta. Non abbiamo mai ricevuto risposta”.

Nel momento in cui dovesse passare in gestione al Comune, è evidente che quest’ultimo non possa farsi carico da solo della ristrutturazione e della manutenzione del bene.

Il tempo passa e il bene invecchia in maniera repentina e irreversibile. Sarà sempre più difficile garantirne il ripristino se non si interviene in fretta con un progetto mirato.Una storia quindi, dall’epilogo per ora triste: a distanza di due anni dalla confisca, nel cuore del Veneto, villa Rodella perisce sotto il peso dell’abbandono.

Marta Bigolin

Marta Bigolin – Cosa Vostra

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