Da Matteo Toffanin a Manuel Bortuzzo. Quando la vittima è “per errore”

La vicenda ormai ben conosciuta è quella di Manuel Bortuzzo giovane nato nel 1999 a Trieste e cresciuto a Treviso che si era trasferito nella periferia romana per potersi allenare da promessa del nuoto al centro federale di Ostia.

Il ragazzo nella notte tra il 2 e 3 febbraio è rimasto vittima di un agguato in piazza Eschilo nel quartiere Axa: due persone, in seguito identificate come Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano, a bordo di uno scooter hanno sparato all’impazzata in direzione di Manuel e della sua ragazza Martina, con cui si trovava ad un distributore di sigarette.

Dei tre colpi esplosi uno ha colpito il ragazzo lasciandolo a terra, in una condizione che da subito è apparsa molto seria e che ha portato come conseguenza la paralisi degli arti inferiori.

Fin dalle prime indagini degli inquirenti è emersa l’ipotesi, giudicata molto probabile, che il ragazzo non fosse il vero obiettivo dell’attacco ma piuttosto che si fosse trattato di uno scambio di persona.

Le ricerche dei colpevoli sono proseguite per tre giorni, seguendo le testimonianze di chi aveva visto gettare l’arma in un campo e di chi aveva riconosciuto un taglio di capelli molto appariscente, appartenente a uno dei due uomini che non indossava il casco.

I due aggressori avendo capito di essere ormai vicini ad essere catturati nel loro nascondiglio a San Basilio, hanno deciso di presentarsi in caserma per costituirsi.

I due colpevoli hanno ammesso che questo agguato fosse stato pensato in seguito ad una rissa avvenuta qualche ora prima proprio nel pub, che si trova nella stessa piazza dove è stato colpito Manuel; il loro gesto doveva servire a chiarire i conti con le persone coinvolte precedentemente nella rissa, che però era iniziata sembra senza un vero motivo.

In realtà quello che emerge dalle inchieste delle giornaliste di Repubblica Federica Angeli e Flaminia Savelli sembrerebbe spiegare queste risposte vaghe e le mancate risposte alle domande del gip su i veri motivi del gesto.

Infatti, i due aggressori, ancora prima di costituirsi, erano stati individuati da alcuni testimoni come due giovani che venivano da Acilia per gestire lo spaccio e sembra quindi plausibile che quella descritta come un banale rissa sia in realtà un chiaro avvertimento della Camorra di Acilia a chi stava invadendo il territorio di spaccio sbagliato.

Marinelli, infatti, nonostante la sua appartenenza ad una famiglia famosa nella malavita romana, non poteva più contare sul sodalizio del proprio zio con i clan Iovine e Guarnera; con il compare ha iniziato a farsi largo nelle piazze dello spaccio e quindi, quella notte, tornando armato su uno scooter sul luogo della rissa, voleva colpire chi stava tentando di impadronirsi del territorio.

Chissà che anche la scelta di costituirsi e di farsi imprigionare sia avvenuta proprio perché una cella di isolamento è l’unico luogo dove un’ulteriore vendetta per ora non può raggiungere Marinelli e Bazzano.

Non è la prima volta che viene colpita “per errore” una persona innocente, in questo caso il giovane Manuel Bortuzzo. Nella storia della criminalità organizzata, infatti, le “vittime” che si trovavano al posto sbagliato al momento sbagliato sono davvero numerose.

Il fatto che Manuel Bortuzzo fosse nato e cresciuto nel Nordest, ci porta indietro nel tempo e precisamente al 1992, quando a Padova il giovane Matteo Toffanin venne ucciso – mentre la sua fidanzata Cristina ferita – per uno scambio di persona. Allora, però, non fu possibile identificare gli assassini. E ancora oggi Matteo così come Cristina e le loro famiglie sono in attesa di giustizia.

Carolina Frati – Cosa Vostra

Immagini tratte da google immagini