Mafia come M. La criminalità organizzata nel Nordest spiegata ai ragazzi

Abbiamo curato e scritto il libro “Mafia come M. La criminalità organizzata nel Nordest spiegata ai ragazzi” (pubblicato dalla casa editrice Linea Edizioni) rivolgendoci a tutti coloro interessati a saperne di più sul fenomeno della criminalità organizzata nel Nordest. 

Con i contributi di giornalisti e le testimonianze dei familiari delle vittime innocenti di mafia, “Mafia come M” è impreziosito dalla prefazione di Franco La Torre, figlio dell’Onorevole Pio La Torre, primo firmatario della proposta di legge che ha introdotto il reato di associazione di stampo mafioso nel codice penale, e dalla postfazione di Attilio Bolzoni, giornalista di Repubblica e scrittore che da oltre trent’anni segue le vicende di mafia. 

In particolare, “Mafia come M” affronta un argomento di forte attualità nel Nordest, la presenza delle mafie, e lo fa rivolgendosi agli studenti del Triveneto, dove per lo più operiamo, arrivati ormai al quarto anno delle nostre attività.

Fin dalla sua fondazione, la nostra associazione si è posta l’obiettivo di parlare ai giovani, sensibilizzandoli, certo, ma soprattutto dialogando con loro, su un tema complesso come quello della mafia e, più in generale, della legalità. Proprio per questo nasce il progetto di “Mafia come M”, per dare un mezzo, sulla base delle storie passate e di quelle più recenti, per capire come oggi la mafia si presenti.

Il volume si apre con una domanda: che cos’è la mafia? Un quesito, questo, che poniamo all’inizio di tutti gli incontri realizzati con gli studenti. Anche se la domanda può sembrare semplice, le risposte non sono mai scontate.

C’è chi dice che il mafioso sia un politico o che la mafia sia lo Stato. Oppure chi dice che la mafia sia semplicemente il male o ancora un’istituzione sociale e pertanto difficilmente abbattibile. La mafia, insomma, appare come un nemico. Ma è “calato dall’alto”. Non sempre riconoscibile, non sempre analizzato e capito. E l’obbiettivo del volume è anche quello di andare oltre la “Mafia del Brenta”, ma senza dimenticarla né stigmatizzarla come un fenomeno meramente criminale.

E così, attraverso un’approfondita ricerca storica, nel libro si legano fatti passati di cronaca giudiziaria, come il caso Verona “Bangkok d’Italia” e l’indagine degli anni Ottanta sul narcotraffico della Procura di Trento, le operazioni “Luna Park” e “Cadore”, gli interessi economici dei Lo Piccolo di Palermo, i sequestri di persona e i mafiosi mandati al “confino” nel Nordest, alle recenti indagini contro esponenti della Camorra e della ‘Ndrangheta: le inchieste degli ultimi anni come “Aemilia”, “Jonny”, “Gambling”, “Stige”, “Valpolicella”, “Fiore Reciso”, “At Least” hanno coinvolto esponenti della società civile, come avvocati, commercialisti, imprenditori, funzionari pubblici e privati. Ed è questa la mafia che si vuole spiegare ai più giovani. Senza temere di fare nomi: ci sono i vari Donadio, Giglio, Multari, ecc. Ci sono le loro aziende che hanno operato in maniera del tutto “normale”, da perfetti vicini di casa, in un territorio che spesso ha sottovalutato e anzi negato la presenza del crimine organizzato di stampo mafioso, ritenendosi talvolta e con colpa, innocente.

Mafia come M” traccia in maniera puntuale la genesi delle mafie che si sono stanziate nel Nordest. Mafie che ancora oggi tendono a non essere considerate dalla popolazione come fenomeni reali e pericolosi, nonostante le inchieste e le operazioni della magistratura. Il rischio ancora oggi è quello di pensare che il crimine organizzato esista e agisca soltanto nel Sud Italia o che, comunque, convenga. Ma non solo: il volume tocca argomenti come le mafie straniere, l’ecomafia, il riciclaggio di denaro sporco e le false fatturazioni, i beni confiscati e la corruzione e, tramite il ricordo delle vittime di mafia, con alcune testimonianze dirette dei familiari, vuole incentivare una maggiore consapevolezza nei confronti di quanto successo non molti anni fa, così che le future generazioni possano portarne avanti la memoria e mantenere vivo l’interesse per una giustizia nei loro confronti, come ribadito anche dalla frase simbolo scelta da noi componenti di Cosa Vostra: “È un libro di incontri che vuole dare speranza, laddove è gettato il seme della conoscenza”.

Redazione Cosa Vostra

Immagine in copertina di Cinzia Piazza. Tutti i diritti riservati.