La Giornata Mondiale della Libertà di Stampa

Il giorno 3 maggio è riconosciuto a livello internazionale dal 1993 come la giornata mondiale della libertà di stampa. Una ricorrenza fortemente voluta all’Assemblea generale dell’Onu che oggi ne festeggia la 25esima edizione.

Quest’anno, l’Italia si piazza al 46esimo posto nella classifica annuale sulla libertà di stampa stilata da Reporters Senza Frontiere (RSF). L’organizzazione ha pubblicato alla fine di aprile i risultati dei questionari redatti in 20 lingue diverse e composti da 87 domande. Secondo il comunicato ufficiale, la stampa sta affrontando uno dei suoi momenti più difficili: aumenta l’ostilità nei confronti dei media, soprattutto a causa delle campagne diffamatorie promosse da forze politiche nei confronti dei giornalisti.

Un esempio di questa tendenza è anche l’atteggiamento che il Movimento 5 Stelle ha fin dai suoi primi giorni nei confronti dei giornalisti, in particolar modo nei confronti di quei reporter che apertamente esprimono pareri negativi sui suoi politici e sulle decisioni della forza politica stessa. Un comportamento negativo e respingente che si è tradotto nell’impossibilità per Jacopo Iacoboni, giornalista della Stampa e da anni tra i più esperti del Movimento 5 Stelle di prendere parte al #Sum02, un evento organizzato dall’Associazione Gianroberto Casaleggio lo scorso aprile a Ivrea.

Il 3 maggio è la giornata mondiale della libertà di stampa per Federica Angeli, giornalista per La Repubblica che dal 17 luglio 2013 vive sotto scorta, insieme ai figli e al marito. La giornalista è entrata nel mirino delle minacce mafiose in seguito alla pubblicazione di una sua inchiesta, dove viene analizzato il rapporto tra i gruppi mafiosi di Ostia e la pubblica amministrazione e all’inchiesta giudiziaria che ne è seguita e che ha portato all’arresto di 51 persone. Più specificatamente, l’inchiesta prende in causa le infiltrazioni mafiose nelle concessioni demaniali sul litorale romano.

Nel 2012, Federica intervista il gestore dello stabilimento balneare Orsa Maggiore, il quale in soli pochi giorni risulta passare dalla proprietà dei precedenti proprietari a quella della famiglia Spada. In particolar modo, è durante l’intervista con Armando Spada che le prime intimidazioni nei confronti della reporter prendono avvio. Infatti, non appena il malavitoso si rende conto della telecamera che lo sta riprendendo, Federica e il suo collaboratore vengono sequestrati e non vengono liberati fin quando non dimostreranno di aver cancellato il documento. Il materiale però verrà pubblicato e diffuso poco dopo e le inchieste della giornalista non si fermeranno.

Ma è il 15 luglio 2013 che cambierà per sempre le sorti della vita di Federica: la reporter rimane ancora oggi l’unica testimone oculare di un duplice omicidio avvenuto sotto la sua abitazione, nonostante in molti abbiamo assistito alla scena. Da quel momento, Federica e la sua famiglia non ha più libertà.

È la giornata mondiale della libertà di stampa per Daphne Caruana Galizia, giornalista maltese che ha perso la vita il 16 ottobre 2017 a causa di un’esplosione di una bomba nella sua macchina. Daphne aveva riportato alla polizia di aver ricevuto minacce 15 giorni prima della sua morte. Giornalista e attivista, Daphne aveva avviato anche un blog intitolato “Running Commentary” a partire dal 2008, in cui la donna rendeva pubbliche le sue investigazioni e scriveva commenti. La reporter si occupava di evasione fiscale a livello internazionale a Malta legata alla vicenda Panama Papers: nessuno prima di Daphne aveva fatto luce sul coinvolgimento di Konrad Mizzi (ministro del Turismo maletese) e Keith Schembri (a capo dello staff del Primo Ministro maltese Joseph Muscat). La giornalista era tra le più seguite e apprezzate anche a livello internazionale. Ha lasciato tre figli e un marito.

È la giornata mondiale della libertà di stampa per Ján Kuciak, il giornalista investigativo slovacco ucciso alla fine di febbraio 2018 insieme alla fidanzata Martina Kušnírová. Si tratta del secondo reporter ucciso in Europa fin dall’inizio del 2018. Kuciak stava indagando sia sui crimini finanziari in Slovacchia, sia sui rapporti tra malavita locale e mafie internazionali della criminalità organizzata: quando è stato ucciso, il reporter stava investigando l’influenza della ‘Ndrangheta sugli affari e la politica in Slovacchia. In particolar modo, il giornalista slovacco era riuscito a creare una stretta collaborazione con giornalisti in Repubblica Ceca e in Italia.

A soli 27 anni, Kuciak era uno dei più coraggiosi e intraprendenti reporter investigativi a livello europeo: il suo lavoro, infatti, sarebbe dovuto essere pubblicato insieme al Czech Centre for Investigative Journalism (CCIJ), all’Investigative Reporting Project Italy e all’Aktuality.SK, ovvero una squadra giornalistica di reporter slovacchi. Successivamente all’uccisione di Kuciak, il Primo Ministro slovacco si è dimesso in seguito alle numerose manifestazioni organizzate da attivisti locali che hanno visto riversarsi in strada e nelle piazze migliaia di persone, compresi slovacchi espatriati in tutto il mondo.

Ma è anche la giornata mondiale della libertà di stampa per i 176 giornalisti, per i 126 citizen journalists e i 15 collaboratori imprigionati in tutto il mondo (di cui 35 solo in Turchia e 27 in Egitto). È la giornata mondiale della libertà di stampa per i 23 giornalisti, i 4 citizen journalists e i 2 collaboratori uccisi a partire dall’inizio del 2018. Lo è anche per Peppino Impastato, assassinato il 9 maggio del 1978 in seguito alle sue denunce contro Cosa Nostra, e Giancarlo Siani, ucciso il 23 settembre del 1985 per mano della Camorra. E dei molti giornalisti uccisi dalle mafie.

Proprio gli omicidi di Impastato e Siani, inoltre, ci ricordano quanto sempre più complicato stia diventando il mestiere del “giornalista giornalista”, in un sistema di lavoro in cui sempre più spesso è il precariato a farla da padrone. Salvo poi riconoscere i tesserini da giornalista ad honorem dopo la morte.

Come ogni anno passato, ancor di più questo 2018 si rivela essere cruciale per la libertà di stampa: con le fake news che inarrestabili riempiono le bacheche Facebook e leader politici mondiali che sminuiscono il lavoro del “Quarto Potere” come cane da guardia della democrazia, essere coscienti di ciò che la stampa rappresenta e di ciò che il buon giornalismo riesce a conseguire è indispensabile per ogni cittadino.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parole, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure

Articolo 21 della Costituzione Italiana

Alessia Pacini

Alessia Pacini – Cosa Vostra

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