Federica Angeli e il racconto della mafia di Ostia

Potremmo iniziare dicendo che c’è bisogno che tutti conoscano la storia di Federica Angeli.

Federica è una giornalista di cronaca nera e giudiziaria del giornale La Repubblica dal 1998, collabora a numerose inchieste sulla malavita romana e sistemi di corruzione. Nel luglio 2013 esce un’inchiesta che porta la sua firma sulle infiltrazioni mafiose nel business delle concessioni demaniali sul litorale romano. È il 23 maggio 2013 e Federica Angeli si trova a Ostia per chiedere un’intervista al gestore dello stabilimento balneare Orsa maggiore, uno dei più centrali.

La concessione di questa attività nel 2012 risulta essere passata in cinque giorni dai precedenti proprietari nelle mani di un’associazione che fa riferimento anche alla famiglia Spada, nota famiglia criminale locale. È questo repentino e sospetto passaggio di proprietà che l’intervista cerca di chiarire più a fondo.

Alla giornalista viene presentato come interlocutore, in veste quindi di direttore dello stabilimento, Armando Spada, figura che però non risulta direttamente nella società che ha in gestione lo stabilimento. Inizia l’intervista incalzante e non appena Spada si accorge della telecamera in funzione, iniziano momenti di tensione con minacce di morte alla giornalista e ai suoi due collaboratori Marco Fagnocchi e Luca Ferrari.

Il gruppo di giornalisti viene diviso, Federica viene sequestrata in una stanza separata dove proseguono le intimidazioni da parte di Spada e del socio Cosimo Appeso, i quali vogliono assolutamente che il materiale video venga cancellato. Dopo circa due ore i collaboratori di Federica riescono a dimostrare di aver cancellato il materiale e di non aver più nulla di registrato e tutti vengono lasciati andare.

In realtà il girato è ancora nelle loro mani e giorni dopo verrà pubblicato. Le interviste e le ricerche giornalistiche non vengono fermate da questo episodio e l’inchiesta viene pubblicata il 20 luglio 2013.

Ma a segnare la vita personale e professionale di Federica Angeli è anche un’altra data: si tratta del 15 luglio, quando si consuma un tentato duplice omicidio proprio sotto casa della giornalista, nel quale si affrontano due delle famiglie criminali di Ostia, gli Spada e i Triassi. All’udire i due colpi di pistola tutti gli abitanti dei palazzi limitrofi alla zona della faida si affacciano, ma ad oggi Federica rimane l’unica testimone oculare dell’avvenimento.

Da questo momento, a cambiare non soltanto la vita professionale di Federica, ma anche quella di madre e moglie: la scelta di denunciare racchiude in sé numerose altre scelte forzate e inevitabili necessarie conseguenze.

Dal 17 luglio 2013 Federica Angeli vive sotto scorta e con lei vivono questa situazione suo marito e i suoi tre figli. Il 19 febbraio scorso la giornalista ha testimoniato in aula contro Armando Spada raccontando la sua vicenda, raccogliendo anche la solidarietà di moltissimi colleghi, ma anche studenti e cittadini che si sono presentati per non lasciarla sola e per dimostrare di sostenere la causa comune della legalità contro la criminalità.

Quello che è di ispirazione è la fermezza e la fiducia negli ideali di giustizia. Nelle parole di Federica Angeli non c’è mai un dubbio su quello che è stato giusto fare e su quello che lei ha avuto il dovere e la volontà di fare, e appare chiaro nella sua vicenda nel momento in cui continua a portare avanti la sua inchiesta su Ostia e ovviamente nella scelta decisiva di denunciare ciò di cui è stata testimone.

Il vero esempio, sembra palese, sta nel coraggio: in tutte le interviste che Federica ha rilasciato non omette mai di raccontare che ha avuto paura.

Ha avuto paura quel 23 maggio per sé e per i suoi colleghi; racconta che vivere sotto scorta è un incubo e si capisce che sente tutto il peso di aver ‘scelto’ non solo per sé ma anche per tutta la sua famiglia, ma nonostante tutto è sempre in prima linea.

Questo è il coraggio, quello sforzo in più che ci permette di superare l’ostacolo della paura. Federica con la sua storia ogni volta ci ricorda che è umano e normale avere paura, tocca a noi però aver coraggio.

Un altro punto che emerge prepotente in questa storia è la passione per il proprio lavoro, non che per dimostrare di fare bene il proprio mestiere si debba finire sotto scorta, ma è innegabile che Federica Angeli abbia dato fastidio negli ambienti criminali: era arrivata là dove ancora la giustizia non era arrivata, ed era riuscita ad arrivarci grazie alla sua professionalità, dedizione e capacità, partendo addirittura da un’intercettazione tra Armando Spada e il direttore dell’ufficio tecnico del comune di Ostia, intercettazione che non poteva essere utilizzata in aula per un cavillo, ma che aveva ancora tutta la sua rilevanza.

Dal 17 luglio 2013 ad oggi sono quasi 1700 giorni in cui Federica Angeli vive sotto scorta ma il sacrificio della sua libertà non è stato vano: infatti, il suo lavoro è riuscito a puntare i riflettori su Ostia e oltre al fatto che la sua inchiesta sulle concessioni demaniali è servita alla Procura per far partire una propria inchiesta e arrestare tutti i personaggi coinvolti, importante è notare che da vicende correlate è partito tutto il filone di inchieste su Mafia Capitale.

Per Federica Angeli però gli impegni in aula non sono ancora finiti: presto sarà di nuovo testimone per il processo del tentato duplice omicidio di cui rimane unica testimone oculare. Continuare a sostenere questa giornalista è il minimo che ognuno possa fare, ma non solo dimostrandosi vicini e supportando la sua battaglia facendola nostra come società, ma soprattutto prendendo esempio dalla sua etica del lavoro, dal suo senso di giustizia, dalla sua fermezza nello scegliere di fare la cosa giusta, con la convinzione che la legalità è più forte di tutti quelli che non la praticano e non la ritengono un valore.

#NoiconFederica

Carolina Frati – Cosa Vostra

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