Corruzione e Grandi Eventi. I beni confiscati ad Angelo Balducci

E’ nell’ambito dell’inchiesta Grandi Eventi che la Guardia di Finanza di Roma è stata incaricata dai magistrati della capitale di confiscare beni per 9 milioni di euro ad Angelo Balducci.

Angelo Balducci è l’ex provveditore alle opere pubbliche del Lazio ed ex Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Nel febbraio 2018 è stato condannato per corruzione e associazione a delinquere a sei anni e sei mesi assieme all’imprenditore dei Grandi Eventi Diego Anemone (pena di sei anni).

Nello stesso processo i giudici del tribunale di Roma hanno emesso altre due sentenze di colpevolezza, seppur con pene minori: Francesco Pittorru, ex generale della Finanza, ora in pensione, e prima ancora impiegato al Sisde, condannato a quattro anni per corruzione. Quattro anni e mezzo anche a Fabio De Santis, ex provveditore alle opere pubbliche per la Regione Toscana. Assolto da ogni accusa perché il fatto non sussiste l’ex capo della Protezione Civile, Diego Bertolaso. Con lui sono stati assolti anche l’ex funzionaria della Presidenza del Consiglio, Maria Pia Forleo e l’ex commissario dei Mondiali di nuoto a Roma Claudio Rinaldi.

I Grandi Eventi cui l’inchiesta faceva riferimento sono, in ordine cronologico: il vertice del G8 del luglio 2009 all’isola sarda de La Maddalena (poi tenutosi all’Aquila), i Mondiali di nuoto di Roma (luglio-agosto 2009) e le celebrazioni per il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, del 17 marzo 2011.

L’indagine era iniziata nel 2010 proprio nell’ambito del condizionamento dell’appalto per la costruzione di una sede dove ospitare il vertice del G8, con la ristrutturazione e la bonifica dell’area circostante l’ex Arsenale militare sull’isola sarda.

Secondo i pm romani, Angelo Balducci e Diego Anemone erano al centro di un “sistema gelatinoso”: un giro di tangenti che permetteva ad imprese “amiche” di aggiudicarsi gare milionarie. La “cricca degli appalti” come li definiva la stampa. Si parla qui di un affare da oltre 300 milioni di euro assorbiti e dirottati a piacimento. Erano dunque necessariamente coinvolti anche pubblici funzionari che ricevevano denaro e favori in cambio dell’inadempienza ai loro doveri istituzionali di vigilanza, controllo e garanzia di imparzialità.

In occasione di eventi così importanti sappiamo che girano e volteggiano tortuosamente tantissimi soldi. Le mani più leste li intascano con destrezza e li fanno sparire. Riappaiono poi sotto forma di ville, contratti, vacanze. Sembra magia. Ma è solo corruzione. L’anticamera di un sistema mafioso. Ed è proprio quello che è accaduto in questa circostanza.

Così la famiglia Balducci, grazie a finanziamenti giunti tramite le imprese edili romane illecitamente ingaggiate, si è potuta permettere l’acquisto e la ristrutturazione di proprietà e immobili di pregio. I finanziamenti sono stati devoluti anche verso una società cinematografica dedita alla produzione di film, in cui figura come attore principale il figlio di Angelo Balducci, Lorenzo.

La disposizione di confisca dei beni ad Angelo Balducci, utilizzando una norma del 2011 prima unicamente utilizzata per sottrarre i patrimoni illecitamente accumulati da soggetti legati al crimine organizzato, era già stata decisa nel febbraio 2017 dalla Corte di Cassazione ed eseguita dalla Guardia di Finanza nell’aprile successivo. Essa ha colpito tra quote societarie, conti bancari esteri e titoli obbligazionari, anche 27 unità immobiliari, di cui un attico di quattro vani e un garage anche in Veneto, nella Borgata Palù di Sappada (BL). Si tratta del quarto e quinto piano dell’ex hotel Cristallo, immobile convertito in unità abitative, negozi e uffici nel 2006. Balducci aveva acquistato la proprietà nel 2007 per circa 385mila euro.

Ma è a Roma che vengono disposti i più importanti sigilli, costatando la pericolosità sociale dell’indagato e al fatto che lo stesso Balducci in questo caso sia “abitualmente dedito a traffici delittuosi o che viva abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose”. Tra i numerosi beni sottratti in via definiva a Balducci e alla sua famiglia, risultano appartamenti a via Latina, in via Bobbio e la villa di residenza in via della Mura Latine, appena fuori dalle Mura Aureliane: 23 vani più parco e piscina intestati alla moglie di Angelo Balducci, Rosanna Thau.

I giudici del Tribunale di Roma – Sezione per l’applicazione delle Misure di Prevenzione hanno ritenuto Angelo Balducci un soggetto “socialmente pericoloso” dedito ad una sistematica opera corruttiva e pertanto punibile con il sequestro finalizzato alla successiva confisca dei beni mobili e immobili accumulati grazie alla condotta criminale. I pm che hanno seguito il caso in questione hanno sottolineato la “totale assenza di qualunque resipiscenza” – quindi l’ammissione di un torto e il successivo pentimento – da parte dell’imprenditore Balducci.

Sovviene qui un episodio completamente estraneo alla vicenda, ma che rende forse l’idea della mentalità che si forma e che sta alla base di tali comportamenti illeciti e fortemente antidemocratici.

Donald Trump, noto imprenditore edile e attuale Presidente degli Stati Uniti d’America, incalzato da un’accusa di evasione di tasse avanzata dalla contendente dell’epoca, Hillary Clinton, durante un faccia a faccia prima delle elezioni del novembre 2016, risponde: “That makes me smart” (questo mi rende furbo). Secondo tale modo di pensare, evadere le tasse è un’azione che solo pochi furbi riescono a commettere. Per “fregare il sistema” ci vuole scaltrezza, sfrontatezza. Magari si può pure pensare di imbastire una campagna elettorale sulle stesse premesse. E così anche per il sistema degli appalti. Bisogna sapersi inserire, abilmente, stabilire i contatti giusti, le conoscenze giuste e non aver paura di esporsi, di avanzare proposte, appellandosi al basso livello di coscienza ed integrità morale che si registra quando i nostri interlocutori sono messi di fronte alla possibilità di facili e grossi guadagni.

Non c’è pentimento dunque. Ma quasi un trastullarsi gongolante di fronte al riflesso della propria intelligenza, della propria intraprendenza imprenditorial-criminale.

Silvia Bortoletto

Silvia Bortoletto – Cosa Vostra

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