L’ostello Locride e l’esperienza del Gruppo Goel in Calabria

Siamo nella Locride, area della Calabria sudorientale che si affaccia sulle sponde del Mar Ionio, e qui, da 15 anni, il Gruppo Cooperativo Goel continua a dimostrare il suo coraggioso ed efficace impegno – tra le altre cose – nella diffusione della cultura della legalità in ogni ambito sociale.

Nel suo statuto, in particolare, si legge che la missione del gruppo mira al “cambiamento della Locride e della Calabria nell’affermazione piena della libertà, della democrazia, della sussidiarietà, della giustizia sociale ed economica, del rispetto dei diritti delle persone e fasce sociali più deboli e marginali, del bene comune delle comunità locali e dei territori”.

Gli ostacoli ad una vera e propria integrazione sociale, quella che potremmo chiamare democrazia dal basso sono molti, oggi più che mai, ed, in alcune aree d’Italia – dove le strutture criminali sono parte integrante del tessuto sociale – i percorsi alternativi sembrano drammaticamente distanti ed impraticabili. E quello di Locri ma anche della Piana di Gioia Tauro – sul versante opposto – è un territorio difficile: un territorio che sembra destinato ad essere alla mercé della criminalità organizzata.

Ma ecco che entra in gioco Goel. Si oppone allo status quo, imponendosi come espressione di quella parte di società civile che vuole comportarsi come tale, vuole cioè essere civile e vivere nella legalità, nell’equità sociale, tramite la condivisione intelligente delle risorse, il coinvolgimento di individui altrimenti emarginati e vulnerabili, con la consapevolezza che solo un simile comportamento virtuoso può contribuire efficacemente al bene collettivo.

Nella specifica attività di contrasto ai soprusi criminali ed alle ingiustizie sociali, sul manifesto del gruppo si legge che “Goel si adopererà per opporsi ad ogni movimento di potere che […] opera all’insegna di uno o più dei seguenti disvalori: violenza, sopraffazione, elitarismo, clientelismo, controllo e manipolazione del consenso, segretezza, mutualismo escludente e legato alle appartenenze di potere, utilizzo privato di risorse pubbliche, controllo sociale attraverso la precarietà, condizionamento a fini speculativi e privati della libertà economica e di mercato”.

Goel ci crede. Dal maggio 2003 raggruppa sotto di sé e collabora con associazioni di volontariato, cooperative sociali e non, fondazioni, imprese private che ne condividono i valori di legalità e gli obiettivi di integrazione sociale democratica, di “etica efficace” ed innovazione, che informano ogni azione del gruppo.

L’organigramma di Goel si divide in due principali branche: Made in Goel e Goel Bio, che gestiscono la filiera produttiva di, rispettivamente, capi di abbigliamento con marchio Cangiari (cambiare, in dialetto calabrese e siciliano) e prodotti agricoli e di bio-cosmesi.

Ad esse si aggiunge un consorzio che offre un’ampia gamma di servizi alla comunità: dalla consulenza legale rivolta ad individui vulnerabili di fronte alle diffuse pratiche clientelari, alla creazione di un sistema di baratto di competenze, senza cioè il coinvolgimento di denaro nella “transazione”. Ed ancora, il consorzio opera anche in ambito sanitario/assistenziale tramite due comunità, che gestisce dal 2008, e che ospitano pazienti con disagi psichici orientandone il reinserimento sociale e promuovendone l’autonomia.

Infine il settore turistico è gestito dal tour operator Turismo Responsabile, cui aderiscono esercizi del territorio accomunati dal rifiuto di sottomissione alla ‘ndrangheta. Una proposta di Turismo Responsabile sono “I viaggi del Goel”: itinerari rivolti a famiglie, gruppi, scuole o personalizzati per il singolo, volti a far conoscere ed apprezzare le ricchezze, poco conosciute, del territorio calabrese, nonché la generosità e l’ospitalità di un popolo che si misura anche solo a partire dalla tavola, con una ricca tradizione culinaria.

Avendo a cuore la gestione dei beni confiscati alla mafia, menzione a parte merita l’ostello Locride. Tale struttura era stata sottratta dalle autorità alla criminalità organizzata nel 2005 ma affidata al gruppo Goel dal Comune di Locri solo nel febbraio dello scorso anno.

Il gruppo ha deciso di partecipare alla seconda gara indetta nell’ottobre 2016 per l’affidamento gratuito dell’ostello, dopo il desolante fallimento della prima, cui, presumibilmente per paura di ritorsioni, non aveva partecipato nessuno.

Ritorsioni che peraltro non sono tardate: dieci giorni dopo la consegna ufficiale delle chiavi, infatti, la struttura ha subito danneggiamenti da parte di ignoti. Sono purtroppo fatti comuni quando la cultura della legalità pesta i piedi alle mafie.

I cinque piani dell’ostello Locride ospitano ora 15 stanze con bagno e balcone per un totale di 45 posti letto, una lavanderia, una sala ristorante con cucina comune e terrazzo-solarium all’ultimo piano. è nei piani, in piena coerenza con la mission di Goel, la conversione dell’ostello in eco-residenza, con l’impiego di prodotti biologici e a chilometro zero, mettendo così efficacemente in comunicazione le altre realtà che fanno capo al gruppo cooperativo.

Senza scomodare pericolosi socialismi od ingombranti comunismi, Goel applica la più semplice delle democrazie, quella che non guarda ai cittadini solo quando ed in quanto elettori, ma a quello strumento di autogestione sociale che non concepisce libertà ed eguaglianza come concetti separati ma anzi crea eguaglianza, offrendo pari opportunità ed ancorandosi saldamente alle libertà fondamentali di ogni individuo.

Tale approccio – sempre coerente ed onesto a se stesso – non dà spazio alla trasgressione delle regole perché consapevole che tale trasgressione crea disuguaglianze, pregiudizi e discriminazioni; al contrario dà spazio di manovra alla comunità come organismo destinato, quasi fisiologicamente, al progresso e all’innovazione.

Solo così il ciclo si chiude: parte dall’individuo e ritorna all’individuo; ma tale circolo virtuoso, che unisce un approccio moralmente giusto all’innovazione, acquista un senso solo ed esclusivamente se l’individuo è parte attiva della società civile, che vuole e dimostra di essere civile nella sua evoluzione.

Chiudiamo con una frase del presidente, Vincenzo Linarello, rilasciata a Il Sole 24 Ore, e che getta le basi per la possibile internazionalizzazione del modello seguito da Goel: “La strategia del Gruppo […] si fonda sulla dimostrazione che l’etica, unita all’innovazione può essere la strada efficace di cambiamento e riscatto non solo per la Calabria, ma per tutti i territori al mondo che vivono in situazioni di grande precarietà”.

Silvia Bortoletto

Silvia Bortoletto – Cosa Vostra

Immagine in copertina di Enzo Lacopo, tratta da Google Immagini